Mazzi, A.2019-09-252019-09-252010-08-062007-04-22http://hdl.handle.net/20.500.12424/175336"L’attenzione con cui l’opinione pubblica mondiale segue — giustamente — i drammatici problemi della pedofilia riporta periodicamente alla ribalta anche episodi, antichi o recenti, in cui sono stati purtroppo coinvolti sacerdoti o religiosi cattolici. Alcuni casi statunitensi e canadesi hanno avuto grande risonanza, e hanno indotto singole diocesi e le conferenze episcopali nordamericane ad avviare inchieste e a proporre misure preventive. La letteratura, il cinema e la televisione si sono impadronite del tema. Non vi è congresso scientifico di sociologia religiosa — da ultimo quello dell’Association for Sociology of Religion tenuto a San Francisco nell’agosto del 1998, dove sono stato relatore — nel quale l’argomento non susciti interesse e controversie. Queste ultime non riguardano certamente l’esistenza del fenomeno ma la sua prevalenza. Siamo chiari: anche un solo caso di pedofilia nel clero sarebbe un caso di troppo, nei confronti del quale le autorità civili e religiose hanno non solo il diritto, ma il dovere di intervenire energicamente. Tuttavia stabilire quanti sono i preti e i religiosi cattolici pedofili non è irrilevante. Le tragedie individuali sono difficilmente descritte dalle statistiche, ma il quadro statistico può aiutare a capire se si tratta di casi isolati o di epidemie, o se vi è qualche cosa nello stile di vita del clero cattolico che rende questi episodi più facili a verificarsi di quanto non avvenga, per esempio, fra i pastori protestanti o fra i maestri di scuola laici."itaWith permission of the license/copyright holderCatholic ethicscatholic social doctrinepriesthoodchildchild abusesexual ethicssexsexualitySexual harrassmenthomosexualityReligious ethicsBioethicsCommunity ethicsSocial ethicsSexual orientation/genderLifestyle ethicsPedofilia e sacerdozioPreprint