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Papa Benedetto XVI ai partecipanti al Seminario sul disarmo
Benedict XVI
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Abstract
"L'umanità ha raggiunto un formidabile progresso nella scienza e nella tecnica. L'ingegno umano ha prodotto frutti impensabili solo pochi decenni fa. Al tempo stesso, nel mondo restano aree senza un adeguato livello di sviluppo umano e materiale; non pochi popoli e persone sono privi dei diritti e delle libertà più elementari. Anche nelle regioni del mondo, dove si registra un elevato livello di benessere, sembrano allargarsi sacche di emarginazione e miseria. Il processo mondiale di globalizzazione, se ha aperto nuovi orizzonti, non ha forse ancora apportato i risultati sperati. E se, dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, la famiglia umana ha dato prova di grande civiltà fondando l'Organizzazione delle Nazioni Unite, oggi la comunità internazionale sembra come smarrita. In diverse aree del mondo insistono tensioni e guerre, ed anche laddove non si vive la tragedia della guerra sono però diffusi sentimenti di paura e di insicurezza. Inoltre, fenomeni come il terrorismo su scala mondiale rendono labile il confine tra la pace e la guerra pregiudicando seriamente la speranza del futuro dell'umanità. Come rispondere a queste sfide? Come riconoscere i "segni dei tempi"? Occorre certamente un'azione comune sul piano politico, economico e giuridico, ma, prima ancora, è necessaria una condivisa riflessione sul piano morale e spirituale; appare sempre più urgente promuovere un "nuovo umanesimo", che illumini l'uomo nella comprensione di se stesso e del senso del proprio cammino nella storia. Quanto mai attuale risulta, al riguardo, l'insegnamento del Servo di Dio Papa Paolo VI e la sua proposta di un umanesimo integrale, volto, cioè, "alla promozione di ogni uomo e di tutto l'uomo" (Lett. enc. Populorum progressio, 14). Lo sviluppo non può ridursi a semplice crescita economica: esso deve comprendere la dimensione morale e spirituale; un autentico umanesimo integrale non può che essere al tempo stesso solidale e la solidarietà è una delle espressioni più alte dello spirito umano, appartiene ai suoi doveri naturali (cfr Gc 2,15-16) e vale per le persone e per i popoli (Cost. past. Gaudium et spes, 86); dalla sua attuazione dipendono il pieno sviluppo e la pace. L'uomo, infatti, quando persegue il solo benessere materiale restando chiuso nel proprio io, si preclude da se stesso la via verso la piena realizzazione e l'autentica felicità."
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Preprint
Date
2008-04-10
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